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pubblicato il 06 / 07 / 2026

Goodyear Racing “a tre stelle”: rinnovata la massima certificazione ambientale FIA

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Quando si parla di competizioni automobilistiche, il cronometro non è l’unico valore che conta. Goodyear Racing ha ottenuto il rinnovo della certificazione ambientale a tre stelle della FIA (Federazione Internazionale dell’Automobile). Si tratta del massimo livello di riconoscimento previsto dall’organo di governo del motorsport mondiale, che premia le migliori pratiche di gestione ambientale applicate direttamente ai campi di gara.

Ottenuto da Goodyear per la prima volta nel 2024, questo traguardo dimostra come la pista sia diventata il laboratorio perfetto per accelerare lo sviluppo di tecnologie destinate, in futuro, anche alle auto che guidiamo tutti i giorni.

Goodyear e la sostenibilità nel motorsport

La conferma delle tre stelle è il risultato di una profonda trasformazione industriale che tocca ogni fase della filiera produttiva. Per soddisfare i severi standard della FIA, Goodyear ha implementato una strategia a tutto tondo che parte direttamente dalle fabbriche: gli stabilimenti europei del gruppo dell’area EMEA, inclusi i centri d’eccellenza di Hanau in Germania e Colmar-Berg in Lussemburgo, operano esclusivamente grazie a fonti di energia elettrica rinnovabile e impianti solari installati in loco.

Il cuore di questa evoluzione, però, batte sull’asfalto delle piste: grazie a un massiccio lavoro di ricerca e sviluppo, il brand è riuscito a produrre coperture da gara in cui il contenuto di materiali sostenibili arriva a toccare il 66% dell’intero pneumatico nei campionati endurance.

A questo si aggiunge una drastica ottimizzazione della logistica: l’adozione di una “specifica unica” per le gomme nelle gare di durata consente di ridurre sensibilmente il numero di pneumatici da trasportare nei circuiti di tutto il mondo, abbattendo le emissioni legate ai trasporti. Infine, l’attenzione all’ambiente si riflette anche in una gestione virtuosa del ciclo di vita del prodotto: oltre a un programma “Zero Rifiuti” in discarica, Goodyear rigenera le coperture usate nelle gare dei camion e garantisce il recupero energetico o il riciclo totale per ogni singolo treno di gomme a fine vita.

Dal WEC a Le Mans: la tecnologia green di Goodyear in pista

Per Goodyear, il raggio d’azione coperto dall’impegno ecologico è vastissimo e abbraccia l’intero programma motorsport del brand nella regione EMEA. Parliamo di banchi di prova leggendari e “massacranti” per i materiali, come il Campionato del Mondo Endurance FIA (WEC), la mitica 24 Ore di Le Mans, la European Le Mans Series e le spettacolari sfide del Goodyear FIA European Truck Racing Championship, il campionato europeo dedicato ai camion.

Nella classe LMGT3 del FIA WEC, Goodyear ha recentemente presentato la generazione 2027 di pneumatici da competizione Eagle: una gomma capace di combinare prestazioni in pista migliorate con un contenuto di materiali sostenibili pari al 66%, stabilendo un nuovo punto di riferimento nelle gare di durata.

Questo balzo in avanti si estende oltre le competizioni GT: anche nel mondo dei giganti della pista, il Goodyear FIA European Truck Racing Championship (ETRC), è stata introdotta una nuova specifica per le gomme con un contenuto di materiali sostenibili fino al 60%. Inoltre, per ridurre ulteriormente l’impatto ambientale della fase di progettazione, il produttore statunitense ha scelto di servirsi maggiormente dello sviluppo virtuale e di sistemi di simulazione avanzata, limitando così i test fisici e lo smaltimento dei prototipi.

La roadmap verso il futuro: gli obiettivi a lungo termine di Goodyear

Gli sforzi e i traguardi raggiunti di cui abbiamo parlato si rivelano tessere di un mosaico più ampio. Per il colosso statunitense, il motorsport rappresenta la piattaforma ideale per accelerare l’innovazione e testare su pista soluzioni concrete che, in un secondo momento, verranno estese alle applicazioni stradali di tutti i giorni.

Questa strategia industriale si inserisce in una precisa e ambiziosa tabella di marcia legata alla transizione ecologica. I passi compiuti nei laboratori e nei circuiti servono infatti a proiettare il brand verso due scadenze fondamentali: completare il passaggio all’utilizzo del 100% di energia rinnovabile all’interno di tutti i propri siti produttivi globali entro il 2040, per poi azzerare completamente l’impatto ambientale raggiungendo le emissioni nette pari a zero di gas serra (Net-Zero) lungo l’intera catena del valore entro il 2050.


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