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pubblicato il 25 / 05 / 2020

Hertz fallisce: il numero 1 dell’autonoleggio mondiale in bancarotta

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Il colosso dell’autonoleggio statunitense Hertz ha dichiarato bancarotta, primo passo verso il fallimento: i motivi riconducibili al coronavirus, scelta sbagliate di business e nuovi concorrenti

Il coronavirus non fa sconti a nessuno: il colosso statunitense dell’autonoleggio Hertz venerdì sera ha annunciato la bancarotta ricorrendo al “Chapter 11”, la legge Usa che protegge dai creditori. L’istanza di fallimento riguarda le divisioni statunitense e canadese: rimangono quindi fuori, almeno per ora, le divisioni di Europa, Australia e Nuova Zelanda.

Hertz è stata fondata nel 1918 a Chicago, da Walter Jacobs, ex rivenditore della Ford. Negli anni ’20 non si chiamava ancora Hertz, ma Rent-a-Car, e aveva una flotta di una dozzina di Model T.

Il nome con cui ha ottenuto successo, però, arriva da John Hertz, che l’ha acquistata nel 1923. Oggi la società, che ha oltre 12.000 sedi, circa 700.000 vetture e 40.000 dipendenti in tutto il mondo, è controllata da Carl Icahn, nome conosciuto nell’automotive americano anche per le catene Pep Boys e Precision Auto Care e per essere stato il proprietario di Federal Mogul, poi ceduta a Tenneco.

Il fallimento della Hertz, tuttavia, non è dovuto interamente alla pandemia, anzi: secondo gli analisti finanziari alcune scelte di business sono state sbagliate (l’acquisizione di Thrifty e Dollar, per cominciare), e lo scandalo dei conti truccati del 2016 sicuramente non ha aiutato. Anche nuovi i modelli di business come Uber hanno fatto la loro parte.

Alla fine del 2019 i debiti erano di 19 miliardi di dollari. Il coronavirus, paralizzando viaggi e trasporti, ha dato il colpo di grazia a questa situazione: l’azienda ha provato a vendere auto e licenziare dipendenti, ma ormai la situazione era evidentemente troppo compromessa. Ora l’unica speranza è la ristrutturazione grazie al Chapter 11.

Il Chapter 11  è una norma della legge fallimentare statunitense, che consente alle imprese che lo utilizzano una ristrutturazione a seguito di un grave dissesto finanziario. In particolare, è una procedura di riorganizzazione e non di liquidazione, che dovrebbe evitare il fallimento della Hertz grazie al risanamento dell’impresa. Nel caso della Hertz, è molto probabile che ne uscirà un’azienda fortemente ridimensionata.

Naturalmente, la Hertz che fallisce preoccupa fortemente l’intero settore automotive, a cominciare da General Motors e Fca, i 2 più importanti fornitori dell’azienda.

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