Il Rally delle Canarie 2026 doveva essere una festa, l’occasione per vedere l’iconica Fiat 131 Abarth di Paolo Diana danzare tra i muretti e mandare in visibilio le migliaia di fan spagnoli; invece, per il pilota sammarinese e il suo partner tecnico Kumho Tire, il weekend si è trasformato in un’amara esclusione forzata che ha lasciato l’amaro in bocca a tutto il mondo del motorsport.
Il “semaforo rosso” alla Super Special Stage
Nonostante la presenza di Diana fosse uno degli eventi più attesi del weekend (e un traino incredibile per l’organizzazione in termini di pubblico), al pilota è stato impedito di prendere il via nella SSS1, la prova spettacolo all’interno dello stadio di Gran Canaria.
Il motivo? Un conflitto di sponsorizzazione legato ai pneumatici. Il Rally delle Canarie, entrato nel calendario del WRC, è soggetto a rigide esclusive commerciali. Paolo Diana, ambassador globale di Kumho Tire dal 2025, sarebbe sceso in campo con la sua livrea ufficiale che sfoggia orgogliosamente il brand coreano.
Pare che la presenza del logo Kumho sulla vettura e l’utilizzo di coperture del marchio siano entrati in rotta di collisione con i diritti di esclusiva di Hankook, fornitore ufficiale della competizione, e anch’esso coreano.
“È un peccato enorme per il pubblico, che aspetta queste macchine per pura passione e non per la classifica” – il commento che rimbalza tra i fan sui social, unanimi nel sostenere Diana.
Kumho e Paolo Diana: un legame indissolubile

Dal gennaio 2025, Kumho Tire ha scelto Paolo Diana come volto per comunicare l’eccellenza della propria gamma racing e stradale. Non si tratta solo di una sponsorizzazione, ma di un sodalizio tecnico: la 131 Abarth di Diana è un laboratorio viaggiante per i pneumatici Kumho Ecsta, messi alla prova dalle sollecitazioni estreme e dai numeri da “drifting” che hanno reso Paolo una leggenda vivente.
L’esclusione alle Canarie solleva un dibattito acceso: è giusto che le rigide regole dei grandi campionati mondiali precludano la partecipazione di “guest star” che non corrono per il titolo, ma solo per lo spettacolo e per i propri partner storici?
La reazione di Diana
Nonostante lo stop forzato, Paolo Diana non ha perso il sorriso che lo contraddistingue, trascorrendo il weekend a contatto con i fan (che hanno affollato il suo parco assistenza più di quello di molti top driver). Resta però il rammarico per non aver potuto scaricare a terra i cavalli della sua 131 attraverso i suoi fidi Kumho, proprio davanti a una delle platee più calorose d’Europa.
Sui social, invece, Paolo Diana ha commentato: “Giusto per chiarire….. mi hanno invitato per fare le due prove spettacolo nello stadio, non sono in gara, era solo per esibizione quindi ero fuori da quello che è la gara vera e propria. Io non so che regole ci sono in una gara del mondiale e essendo stato invitato forse mi dovevano dire prima a quale regole avrei dovuto sottostare, in questo caso non avrei accettato. Anche io ho un contratto con Kumho da rispettare, sono due anni che giro con le scritte sulla macchina e forse chi doveva non ha pensato a questo. Mi dispiace tanto per tutte le persone che mi aspettano allo stadio ma ho dovuto prendere questa decisione di non partire in rispetto a chi mi aiuta da anni, in questo caso Kumho. Non potevo togliere tutti gli adesivi nella macchina e nella tuta, capisco i problemi organizzativi di un mondiale legato a un marchio ma anche io come loro ho dei doveri. Purtroppo è andata così.”
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