La tecnologia Plug-in Hybrid è sempre più diffusa nel mercato europeo: nel primo semestre 2026 queste vetture hanno raggiunto una quota del 10,3% delle immatricolazioni, in aumento di 1,6 punti percentuali rispetto allo stesso periodo del 2025*.
Il dato riflette la presenza crescente di una tecnologia che combina due sistemi di propulsione: uno o più motori elettrici affiancati a un motore a benzina e una batteria che può essere ricaricata anche collegando l’auto a una fonte di energia esterna.
Cosa distingue un Plug-in Hybrid da un Full Hybrid?
La differenza principale riguarda proprio la possibilità di ricaricare la batteria tramite una presa. Un sistema Full Hybrid (HEV, Hybrid Electric Vehicle) recupera energia durante la marcia, per esempio attraverso la frenata rigenerativa, e non richiede il collegamento a una fonte di alimentazione esterna.
Un plug-in hybrid (PHEV, Plug-in Hybrid Electric Vehicle) può invece accumulare energia sia attraverso il recupero durante la guida sia collegando la vettura alla rete elettrica. La batteria di maggiore capacità consente così di utilizzare più a lungo la propulsione elettrica prima che il sistema ricorra in misura maggiore al motore a benzina.
Plug-in Hybrid: la ricarica diventa parte dell’utilizzo quotidiano
La possibilità di collegare la vettura alla rete elettrica per ricaricare la batteria introduce una nuova abitudine nella gestione dell’auto. La ricarica può essere effettuata a casa oppure utilizzando le infrastrutture pubbliche.
Per sfruttare maggiormente la modalità elettrica è utile ricaricare regolarmente la batteria, per esempio durante la sosta notturna o quando l’auto rimane parcheggiata.
Cosa succede quando la batteria si scarica
Un equivoco abbastanza comune riguarda il comportamento della vettura quando la carica disponibile non è più sufficiente per mantenere la modalità esclusivamente elettrica. In questa situazione, la batteria non è completamente scarica: il sistema mantiene una riserva di energia necessaria al funzionamento della componente ibrida.
La vettura passa automaticamente alla gestione ibrida, combinando il motore a benzina con la componente elettrica e continuando a recuperare energia durante le decelerazioni. È quindi possibile proseguire il viaggio senza dipendere dalla disponibilità immediata di una colonnina.
Lexus NX 450h+, un esempio di tecnologia Plug-in Hybrid
Lexus NX 450h+ è un esempio concreto di configurazione PHEV. Il modello combina un motore a benzina con la propulsione elettrica e una batteria ricaricabile, offrendo la possibilità di utilizzare la vettura in modalità EV per gli spostamenti compatibili con l’autonomia disponibile.
La gestione della ricarica può essere supportata anche dall’app Lexus Link+, che permette di monitorare le sessioni, programmare le operazioni e individuare le stazioni disponibili lungo il percorso.
L’autonomia in modalità EV dichiarata varia in funzione della configurazione e viene certificata secondo il ciclo WLTP (Worldwide Harmonised Light Vehicles Test Procedure), la procedura standard usata in laboratorio per misurare il consumo di carburante, le emissioni di gas di scarico e l’autonomia dei veicoli leggeri.
Il funzionamento Plug-in Hybrid permette quindi di combinare due modalità di utilizzo: la propulsione elettrica per gli spostamenti nei quali è sufficiente l’energia accumulata e il sistema ibrido per i tragitti più lunghi. La ricarica esterna diventa così uno degli elementi che caratterizzano concretamente l’utilizzo quotidiano di questa tecnologia.
* Fonte: UNRAE (Unione Nazionale Rappresentanti Autoveicoli Esteri), “Mercato auto europeo: immatricolazioni in decisa accelerazione a giugno (+13,1%) con 1.407.332 unità”, dati relativi al primo semestre 2026.
© riproduzione riservata