Quando cambiare le gomme invernali? Da anni, l’ADAC (Automobile Club Tedesco) sottolinea ripetutamente che il limite legale di 1,6 millimetri per la profondità del battistrada non dovrebbe rappresentare la soglia effettiva per la sostituzione dei pneumatici invernali usurati. L’associazione raccomanda invece di sostituire i pneumatici invernali quando la profondità residua del battistrada raggiunge i quattro millimetri.
In vista della stagione del cambio gomme, l’ADAC ribadisce tale raccomandazione, supportandola con i risultati di un recente test comparativo che ha messo a confronto pneumatici nuovi – come da prassi standard in tutti i test di settore – con pneumatici aventi una profondità del battistrada residua di quattro e due millimetri.
Per questo ultimo confronto prestazionale, l’ADAC ha testato pneumatici invernali nella misura 185/65 R15, nello specifico: Bridgestone Blizzak LM 005, Kumho WinterCraft WP52+, Linglong Sport Master Winter, Michelin Alpin 7 e Vredestein Wintrac. Come evidenziato nella pubblicazione dell’ADAC, l’obiettivo non era “valutare l’usura di un marchio specifico, bensì individuare tendenze generali su come e in che misura l’aumento dell’usura influisca sulla sicurezza di guida”. Di conseguenza, l’associazione non fornisce risultati dettagliati per i singoli pneumatici testati.
L’ADAC riassume i risultati in due conclusioni chiave: si perdono importanti margini di sicurezza ben prima di raggiungere il limite legale di 1,6 millimetri e il problema maggiore per i pneumatici usurati non è la neve, bensì il fondo bagnato. Soprattutto in situazioni di guida complesse, i margini di sicurezza dei pneumatici con battistrada ridotto diminuiscono in modo più significativo di quanto suggerirebbero singoli parametri come l’aderenza laterale o lo spazio di frenata, i quali, al contrario, spesso subiscono un deterioramento solo moderato.
Sebbene si possa pensare che una profondità residua di quattro millimetri significhi che “va ancora tutto bene” – dato che ciò corrisponde tipicamente a circa la metà dello spessore del battistrada di un pneumatico nuovo – le prestazioni dei modelli testati calano in media del 12% nell’aquaplaning longitudinale e di quasi il 25% in quello laterale. I pneumatici usurati a metà mostrano prestazioni nettamente inferiori anche su neve: nello specifico, si registra un calo dell’8,8% nella trazione e del 12,4% nella frenata.
Con due millimetri di battistrada residuo, i margini di sicurezza si riducono ulteriormente, “in alcuni criteri addirittura in modo sproporzionato”. In condizioni di aquaplaning, ad esempio, la perdita media di prestazioni è già del 22% (longitudinale) e del 50% (trasversale). “Il rischio di perdere il controllo aumenta notevolmente, soprattutto in curva e in caso di forte pioggia”, sottolinea l’ADAC. Sulla neve, il calo delle prestazioni si attesta invece al 15,9% (trazione) e al 20,5% (frenata).
Secondo l’ADAC, il motivo per cui le caratteristiche peggiorano in modo particolare in condizioni di aquaplaning è facilmente spiegabile: “Con la riduzione della profondità del battistrada, il pneumatico è sempre meno in grado di assorbire e drenare l’acqua. Il pneumatico galleggia e non riesce più a trasmettere le forze al manto stradale”.
Secondo l’ADAC, lo studio dimostra chiaramente che: “Al diminuire della profondità del battistrada si perdono margini di sicurezza, ben prima di raggiungere il limite legale minimo. Tali perdite diventano particolarmente critiche in situazioni di aquaplaning e in condizioni di guida impegnative su fondo bagnato. Il calo delle prestazioni rilevanti ai fini della sicurezza inizia già quando lo spessore residuo del battistrada è di quattro millimetri. Al di sotto di questa soglia, le prestazioni di molti pneumatici peggiorano in modo sproporzionato. Sebbene sanzioni e multe scattino solo al di sotto del limite legale di 1,6 millimetri, chi utilizza pneumatici invernali o all season fino a quel punto non sta più guidando in condizioni di piena sicurezza.”
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