Con il Pirelli Spanish Round disputato a Jerez de la Frontera, Pirelli ha concluso il proprio percorso nel Campionato Mondiale FIM Superbike di cui, per 23 stagioni consecutive, è stato Fornitore Unico di Pneumatici. Un sodalizio che ha contribuito a plasmare l’identità tecnica del massimo campionato per derivate dalla serie attraverso lo sviluppo continuo dei prodotti, l’innovazione tecnologica e una costante attenzione alla sicurezza e all’affidabilità dei pneumatici, elementi sostenuti da una collaborazione stretta e continuativa con organizzatori, federazione, costruttori e team.
Giorgio Barbier, Direttore Racing Moto di Pirelli: “Per oltre due decenni abbiamo fatto del WorldSBK un laboratorio di innovazione, contribuendo alla sua evoluzione insieme a organizzatori, federazione, costruttori e team. Lo sviluppo continuo di mescole, strutture e soluzioni ha permesso di migliorare costantemente le prestazioni e aggiornare i record anno dopo anno, generando al tempo stesso tecnologie e competenze da trasferire ai pneumatici stradali. Un percorso che abbiamo portato avanti fino all’ultima stagione e che non si conclude qui: l’esperienza maturata nel WorldSBK continuerà a guidare l’innovazione Pirelli nel mondo delle competizioni e su strada.”
Una storia, quella nel Mondiale riservato alle derivate di serie, iniziata nel 1989 con il debutto ufficiale di Pirelli sulla Honda RC30 del team Rumi affidata al campione del mondo in carica Fred Merkel. Dopo aver sfiorato il podio all’esordio di Donington Park, il pilota statunitense conquistò all’Hungaroring la pole position e la vittoria in entrambe le gare, avviandosi verso la conferma del titolo mondiale. Dopo una parentesi ufficiale lontano dalle principali competizioni motociclistiche negli anni Novanta, Pirelli tornò protagonista nel 2004, quando il promoter del WorldSBK la scelse come Fornitore Unico di Pneumatici, inaugurando un modello destinato a segnare una svolta nel motorsport internazionale.
Dalla pista alla strada: una strategia distintiva
L’ingresso di Pirelli nel Mondiale Superbike rispondeva a una strategia precisa: fare delle competizioni non soltanto una vetrina, ma un autentico laboratorio di sviluppo al servizio dei motociclisti. In un campionato riservato a moto derivate dalla produzione di serie, ciò significava utilizzare pneumatici strettamente collegati ai prodotti disponibili sul mercato, anziché soluzioni concepite esclusivamente per le gare.
Innovazione tecnologica continua
Fin dall’inizio dell’esperienza nel Mondiale Superbike, Pirelli ha sviluppato un percorso di innovazione che ha progressivamente ridefinito le prestazioni dei pneumatici da competizione e, attraverso il trasferimento delle conoscenze maturate in pista, dei prodotti stradali. Nel 2005 nacque il Diablo Superbike, riferimento della gamma slick da competizione. Nel 2007 seguì il Diablo Supercorsa, sviluppato per le classi minori del campionato, dal quale nel 2008 derivò il Diablo Supercorsa SP, pneumatico stradale ad alte prestazioni. Nel 2012 fu introdotta la mescola SC0 per il Diablo Superbike, estesa l’anno successivo anche alla gamma stradale. Il 2013 segnò il passaggio dai cerchi da 16,5 a quelli da 17 pollici, rafforzando il legame con le configurazioni delle moto di serie. Nel 2018 arrivarono le misure 125/70 all’anteriore e 200/65 al posteriore; nel 2019 la mescola SCX supersoft e nel 2022 la SCQ extrasoft, sviluppata per massimizzare la prestazione sul giro secco. Dal 2020, inoltre, tutte le classi del campionato avevano adottato pneumatici slick.
“Pur essendo in regime di monogomma e avendo sempre avuto prodotti competitivi, il nostro obiettivo è sempre rimasto quello di migliorarci anno per anno, offrendo un prodotto allo stato dell’arte, con un’attenzione estrema a cosa ci chiedeva il mercato. Soprattutto nei primi anni, si è infatti creato, non solo un desiderio, ma una vera necessità da parte dell’utente finale di avere a disposizione un puro prodotto racing, con il quale girare in pista. E noi abbiamo intercettato questa necessità, non solo continuando a sviluppare prodotti sempre migliori, ma proponendo anche nuove misure, che dal racing sono state trasferite alla strada, diventando il riferimento delle moto sportive in vendita”, aggiunge Barbier.
Da fornitore a partner strategico
Ma nel corso delle 23 stagioni, il ruolo di Pirelli si è evoluto, trasformandosi in una partnership attiva e propositiva a sostegno dello sviluppo del campionato. Un impegno che, oltre alla dimensione tecnica, si è tradotto in una collaborazione sempre più stretta con Infront prima e Dorna poi, anche sul fronte del marketing e della comunicazione. Le varie iniziative, inizialmente pensate per gli ospiti Pirelli, sono state progressivamente estese all’intero paddock, contribuendo a rendere il campionato più attrattivo e coinvolgente per il pubblico e gli appassionati, oltre che a rafforzarne la visibilità.
Sviluppo e record fino all’ultimo round
La stagione 2026 ha confermato la coerenza di questo approccio. Pirelli ha proseguito il lavoro di sviluppo fino all’ultimo appuntamento, mettendo a disposizione dei piloti WorldSBK 17 soluzioni anteriori e posteriori, tra prodotti di gamma e specifiche di sviluppo. Un impegno costante per tutta la stagione, accompagnato da continui progressi prestazionali e da nuovi primati: 10 record assoluti sul giro e 11 record sul giro in gara, oltre a significativi miglioramenti sulle distanze di gara.
Da James Toseland, primo campione del mondo dell’era Pirelli nel 2004 con la Ducati 999 F04, a Nicolò Bulega, dominatore del 2026 sulla Ducati Panigale V4R con XX vittorie su 36 gare, il percorso sportivo e tecnologico di Pirelli nel WorldSBK ha attraversato 23 stagioni, accompagnando l’evoluzione del campionato e delle prestazioni delle moto derivate dalla serie. Si conclude un’esperienza straordinaria, il cui patrimonio di conoscenze e competenze continuerà ad alimentare lo sviluppo dei pneumatici Pirelli e l’impegno dell’azienda nei campionati di massimo livello.
Statistiche Pirelli WorldSBK 2004–2026
- Round disputati: 289
- Gare disputate: 661
- Chilometri di giri totali di gara completati: 1.143.782
- Piloti al via: 1.020
- Numero di circuiti: 33
- Velocità massima: 339,500 km/h (T. Sykes, Kawasaki – Monza 2012)
- Media oraria più alta in gara: 201,814 km/h (M. Melandri, BMW – Monza 2013)
- Velocità media sul giro più alta: 205,459 km/h (T. Sykes, Kawasaki – Monza 2013)
- Top 3 nazioni ospitanti per numero di round: Italia 51, Spagna 41, Regno Unito 30
- Maggior numero di gare disputate su un circuito: 54 (Magny-Cours, Phillip Island, Assen e Misano)
Statistiche Pirelli WorldSBK 2026
- Record assoluti sul giro: 10
- Record sul giro in gara: 11
- Piloti al via: 30
- Specifiche di pneumatici: 17 (5 anteriori e 12 posteriori)
- Pneumatici utilizzati: 5.544
- Chilometri di giri totali di gara completati: 52.090
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